martedì 27 marzo 2012

vigor

pensavo alla morte di bovolenta. giochi a pallavolo, tac, caschi e un minuto dopo non ci sei più. pensavo che in fondo è quasi consolante, se consolante fosse la parola giusta: con tutta la scienza e i controlli e la medicina e le precauzioni che abbiamo, possiamo schiattare in un attimo senza rimedio. siamo sempre piccoli puntini nell'universo, puff, è finita.
è consolante, se consolante fosse la parola giusta, perché significa che la vita non è in nostro controllo. dunque è inutile che ci affanniamo, che ci angosciamo, che abbiamo paura: succede, può succedere, e non possiamo farci nulla. non è nemmeno detto che essere presi per i capelli sia un buon affare. è consolante, se consolante fosse la parola giusta, sapere che è inutile voler controllare ad ogni costo ciò che non è controllabile.
poi c'è il rovescio della medaglia: la fragilità. quel puff, e non ci sei più. i casi sono due: o vivi senza pensarci, o ti atterrisce questa pochezza.

giovedì 1 marzo 2012

opposti

oggi mi sentivo terribilmente fragile. debole. impotente. piccolo. eppure è un buon periodo, faccio cose vedo gente frequento posti nuovi. e sono reduce da un meraviglioso weekend al mare, di quelli che avevo sempre sognato.
sono atterrito dagli opposti che si attraggono fino a scontrarsi. l'altra sera guardavo lo straordinario video di randy pausch, il genio morto in sei mesi di cancro: l'ultima lezione ai suoi studenti, intrisa di amore per il mondo. stamattina è morto in pochi minuti lucio dalla.
opposti così uguali: sperimento la caducità umana e penso che no, non avrei il coraggio di morire anch'io, come dice una canzone di chiesa che adoro. sperimento lo scontro tra la voglia di vivere e la paura di morire: tutti sappiamo che accadrà, sappiamo anche che sarà un problema per chi resta, però rimane una cosa stordente e rimossa.
mi sento piccolo e inutile, a momenti avrei voglia di piangere per questa mia piccolezza. poi passa, poi torna, poi ripassa, poi ritorna.
sono un uomo.
(poi, mentre pubblichi il post, arriva l'sms con cui un amico emigrato ti annuncia che è appena diventato papà: e allora ritrovi un briciolo di sorriso)