sabato 21 gennaio 2012

lavoro

c'è qualcosa di meraviglioso in un lavoro che ti fa parlare alla gente, e prima di parlarci te la fa ascoltare, e prima di fartela ascoltare te la fa guardare, e mentre la guardi ti fa vedere oltre. c'è qualcosa di amato in un lavoro che ti costringe alle ore piccole, eppure le fai con gioia e un'adrenalina che ti stupisce ogni volta. c'è qualcosa di magico in un lavoro che ti riesce facile, perchè sei nato per scrivere, danzi ogni giorno con le parole, ti frullano in testa anche la notte e comunque non hai ancora scritto il pezzo più bello. c'è anche qualcosa di sofferto, perchè richiede sacrifici di tempo e di rapporti sociali. ma non lo cambierei, il mio lavoro, se non per campare.

lunedì 16 gennaio 2012

boh

di solito quando mi sento così è perchè so lucidamente che sto facendo qualcosa di sbagliato: i miei dannati sensi di colpa, tempisti al limite della prevenzione, si esprimono somatizzando.
eppure è un momento in cui, oltre ad andare tutto bene, mi sembra persino tutto giusto, o almeno poco sbagliato. e allora, che cazz'è?

sabato 14 gennaio 2012

passettino avanti

ieri ho avuto un'altra inattesa attestazione di stima dai colleghi. pubblica, per di più. in presenza del grande capo, oltretutto. continuo a pensare di poter fare molto di più, ma comincio anche a credere che alla fine di questa fortunosa avventura qualcosa di bello possa succedere. intanto gestisco le mie fragilità, a volte con fatica come stamattina. la normalità è facile, abituarcisi un po' meno: in fondo le fragilità sono un po' alibi, un po' compagne di strada, un po' nemiche in parti uguali. se una mattina mi svegliassi e non le avessi più, sarei talmente stupito che probabilmente andrei a cercarle...

(vent'anni fa, l'attimo fuggente. vent'anni, accidenti: ma che bel ricordo)

lunedì 9 gennaio 2012

normalità

la mia parola d'ordine, di questi tempi, è normalità. avevo voglia di cose normali, di impegni normali, di un lavoro normale e un tempo libero normale, di storie normali e progetti normali. pian piano mi sto calando nella normalità, e mi accorgo che la normalità in fondo è la condizione più speciale che esista. perchè è una scelta, quindi originale e non banale, ambiziosa e non al ribasso. perchè, al contrario delle apparenze, è una miniera di emozioni. e perchè è talmente facile da vivere che difficilmente ci pensiamo, noi così protesi a ideare cose che ci sembrano memorabili, ma spesso impossibili.
ero uno che cercava sempre altrove qualcos'altro, in un'eterna insoddisfazione che si faceva fuga dalla realtà e dalle paure. in questa fase mi tuffo nella realtà e vi trovo persino soddisfazione. ho visto che cercare qualcos'altro mi distraeva dalle cose belle che avevo nei pressi. ho capito che inseguire i sogni può costare il distacco dal nostro percorso (ma poi dipende dai sogni: se coincidono col percorso, perfetto). forse non sto imparando niente, però mi piace questa normalità. la vivo, e mi mancava.

venerdì 6 gennaio 2012

cinque anni fa

me lo ricordo, quel mattino. piangevi perchè non volevi andar via: staccarci e volare a casa era un dolore insopportabile. seduta sul divano, tra i singhiozzi, cercavi un appiglio per non dover scegliere tra me e il tuo mare. forse, chissà, sentivi che non ci sarebbe stato ritorno. pensavo che un giorno avremmo messo insieme le due cose, non è andata così. ci siamo buttati via, ci ho buttati via. la nostra vita è cambiata, siamo cambiati noi, ma mi rimane il magone di quell'ultima volta che ti ho vista. era cinque anni fa, la mattina del 7 gennaio 2007. buona vita, ovunque e con chiunque tu sia (qualche sospetto ce l'ho).

martedì 3 gennaio 2012

perchè

avevo un blog su splinder, e prima ancora su iobloggo. poi il vento ha fatto il suo giro, facebook ha ammazzato tanti fratelli e anche io mi son perso nella mancanza di tempo, ispirazione o voglia di mettere in piazza i cavoli miei.
ci riprovo, partendo dal nome. perchè mi piace scrivere e c'è gente a cui piace leggere.

interno 618 è il mio attuale posto di lavoro: qui arrivano notizie, scherzi, idee.
è precario, ma magari anche no.